(Ti Lancio dal Belgio) Bruxelles 11 agosto 2025 – L’Unione Europea alza la voce e convoca una riunione d’emergenza dei ministri degli Esteri. L’obiettivo è chiaro: presentare un fronte unito a sostegno dell’Ucraina in vista dell’imminente incontro tra il presidente americano Donald Trump e quello russo Vladimir Putin, in programma venerdì in Alaska. Il timore principale, diffuso tra le capitali europee, è che da questo vertice possa scaturire un accordo che sacrifichi gli interessi di Kiev.
La riunione straordinaria, convocata dall’Alto Rappresentante per la politica estera dell’UE, Kaja Kallas, ha visto la partecipazione anche del ministro ucraino Andrii Sybiha, a testimonianza del diretto coinvolgimento di Kiev nelle consultazioni. Questo appuntamento segue un’intensa attività diplomatica nel fine settimana, che ha visto incontri e telefonate tra i leader europei, americani e ucraini. Lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avuto colloqui con 13 capi di Stato europei, oltre a quelli di Kazakistan e Azerbaigian, per coordinare le prossime mosse.
La Polonia, in particolare, si è dimostrata estremamente vocale sulla questione. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha ribadito con fermezza che Kiev deve essere parte integrante di qualsiasi negoziato di pace e che la Russia non può violare i confini impunemente.
Sulla stessa linea si è espresso anche il vice primo ministro polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, che ha definito l’invito a Zelensky all’incontro in Alaska come “la decisione migliore nelle attuali circostanze”. Kosiniak-Kamysz si è detto fiducioso che la presenza del presidente ucraino si concretizzerà, e ha sottolineato che un accordo di cessate il fuoco con il coinvolgimento di Kiev è ora “più vicino che mai”. Ha aggiunto che una pace giusta, se ottenuta entro il 15 agosto, in coincidenza con l’anniversario della Battaglia di Varsavia del 1920, sarebbe “il regalo più bello” per la regione. La Polonia, dal canto suo, si è detta pronta a sostenere una possibile missione di peacekeeping con assistenza logistica e infrastrutturale, pur mantenendo le proprie truppe sul territorio nazionale.
L’Europa, dunque, sta cercando di inviare un segnale inequivocabile: l’unità e la solidarietà con l’Ucraina non sono in discussione, e ogni possibile soluzione diplomatica dovrà passare necessariamente dal pieno rispetto della sua sovranità e integrità territoriale.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)



