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ATTUALITA’. CAMPANIA. APREDA (UCID CAMPANIA) COMMENTA LA CANONIZZAZIONE DI BARTOLO LONGO

(Ti Lancio dalla Campania) Napoli 26 febbraio 2025 – Nino Apreda, presidente dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti della Campania, interviene sulla canonizzazione di Bartolo Longo.

Di Admin Ti Lanciomercoledì 26 febbraio 20256 min di lettura
ATTUALITA’. CAMPANIA. APREDA (UCID CAMPANIA) COMMENTA LA CANONIZZAZIONE DI BARTOLO LONGO

(Ti Lancio dalla Campania) Napoli 26 febbraio 2025 – Nino Apreda, presidente dell’Unione cristiana imprenditori e dirigenti della Campania, interviene sulla canonizzazione di Bartolo Longo. ‘Accogliamo con profonda gioia e gratitudine la notizia che il Santo Padre, dalla Cattedra del Gemelli, ha voluto ancora una volta manifestare il suo affetto verso di noi, proclamando Santo Bartolo Longo, figura a noi particolarmente cara. Bartolo Longo rappresenta un esempio luminoso di carità e di imprenditore delle opere sociali, anticipatore di quella che oggi chiamiamo economia sociale. Le sue iniziative, ispirate alla fede e al servizio del prossimo, continuano a essere un modello concreto di solidarietà e sviluppo sostenibile, capace di coniugare la promozione umana con i valori cristiani. Come sempre ci ha ricordato il compianto Angelo Ferro, pioniere nel valorizzare l’economia sociale, le opere di Bartolo Longo restano un riferimento imprescindibile per chi desidera costruire un’economia attenta alle persone, alle comunità e al bene comune. La missione del Santo Rosario, che Bartolo Longo ha saputo diffondere come faro di cristianità nel mondo, continua a guidare i fedeli, testimoniando un messaggio universale di pace, speranza e fraternità. In questo momento di gioia, rinnoviamo il nostro impegno a seguire il suo esempio, promuovendo azioni ispirate alla carità e all’inclusione sociale, affinché la sua opera e il suo messaggio possano continuare a illuminare il cammino dell’umanità’. 

Bartolo Longo nacque il 10 febbraio 1841 a Latiano, in provincia di Brindisi, e nel 1863 giunse a Napoli per completare gli studi di Giurisprudenza. Attraverso amici e professori, si avvicinò al mondo dello spiritismo, abbandonando completamente la fede cattolica nella quale era stato educato. Grazie al professor Vincenzo Pepe ed al domenicano padre Alberto Radente, riuscì però a tornare sulla via del bene. La sua conversione fu totale, si dedicò anima e corpo alla religione e alla carità. Grazie alla nobildonna Caterina Volpicelli – oggi Santa, – conobbe la Contessa Marianna Farnararo De Fusco, rimasta vedova in giovane età, con cinque figli piccoli. La nobildonna pugliese, che il 1° aprile 1885 sposò Bartolo Longo a Napoli, sarà decisiva nella realizzazione di tutta l’opera pompeiana, alla quale contribuì con le sue risorse economiche e con le sue idee, che spesso determinarono le scelte del Longo. Proprio per curare le proprietà di Marianna, Bartolo Longo giunse, nel 1872, a Valle di Pompei. Aggirandosi per le campagne del luogo, sentì salirgli dal cuore il dubbio che ormai da tempo lo tormentava: come avrebbe fatto a salvarsi, a causa delle esperienze poco edificanti della vita passata? Era mezzogiorno e al suono delle campane si accompagnò una voce: “Se propaghi il Rosario, sarai salvo!”. Capì, dunque, la sua vocazione e si propose di non allontanarsi da Valle di Pompei, senza aver diffuso il culto alla Vergine del Rosario. Cominciò col catechizzare i contadini; ristrutturò, poi, la piccola chiesa parrocchiale del Santissimo Salvatore, e decise, su consiglio del Vescovo di Nola, di erigere una nuova chiesa, dedicata alla Madonna del Rosario. Il 13 novembre 1875, arrivò a Pompei la prodigiosa immagine della Vergine del Rosario. Prima da Napoli e poi, pian piano, da ogni parte del mondo, cominciarono a giungere offerte per la costruzione della nuova chiesa, la cui prima pietra fu posta l’8 maggio 1876. L’anno seguente il Longo scrisse e divulgò la pia pratica dei “Quindici Sabati”; due anni dopo, guarì lui stesso da una grave malattia grazie alla recita della Novena di impetrazione che aveva composto, della quale ci furono, immediatamente, 900 edizioni, in 22 lingue. Il 14 ottobre 1883, ventimila pellegrini, riuniti a Pompei, recitarono per la prima volta la Supplica alla Vergine del Rosario, sgorgata dal cuore di Bartolo Longo, in risposta all’Enciclica Supremi Apostolatus Officio (1° settembre 1883), con la quale Leone XIII additava proprio la recita del Rosario come rimedio ai mali che affliggevano il mondo contemporaneo. Nel 1884 fondò il periodico “Il Rosario e la Nuova Pompei”. Intanto, grazie a lui, intorno al cantiere della nuova chiesa sorgeva una vera e propria città con case per gli operai – tra i primi esempi di edilizia popolare, che anticipava l’attenzione della Rerum Novarum alla questione sociale – il telegrafo, la stazione ferroviaria, un piccolo ospedale, l’osservatorio meteorologico e quello geodinamico. Nel 1887 fondò l’Orfanotrofio Femminile, la prima delle sue Opere di Carità a favore di bambini e adolescenti.Qualche anno più tardi, nel 1891, il cardinale Raffaele Monaco La Valletta consacrò il nuovo Tempio. Il Santuario di Pompei era conosciuto sempre più e fedeli di ogni genere chiedevano le più disparate grazie. All’avvocato Longo si rivolsero anche dei detenuti, per esortarlo a prendersi cura dei propri figli. Fu in questo periodo che il Santo maturò quella che ancora oggi è considerata la sua intuizione più originale: non solo credere nella possibilità del recupero dei figli dei carcerati, ma scommettere sul fatto che essi, a loro volta, avrebbero potuto salvare i loro genitori dalla disperazione. Nel 1892 veniva collocata la prima pietra dell’Ospizio per i figli dei carcerati, retto, a partire dal 1907, dai Fratelli delle Scuole Cristiane di San Giovanni Battista de La Salle. Dopo appena sei anni gli allievi erano oltre cento. Il primo ragazzo accolto, un calabrese, divenne, poi, sacerdote. In seguito furono accolte a Pompei anche le figlie dei carcerati, affidate alla cura delle Suore Domenicane “Figlie del Santo Rosario di Pompei”, fondate nel 1897. Il 4 agosto di quell’anno, infatti, Longo e la consorte Marianna fecero richiesta al Cardinale Camillo Mazzella, Vicario Pontificio per il Santuario di Pompei, di erigere canonicamente la nuova Congregazione, approvata ufficialmente il 25 agosto. Il 5 maggio 1901 fu inaugurata la facciata della Basilica, eretta con il contributo dei fedeli di ogni parte del mondo e dedicata alla Pace Universale. Il 9 febbraio 1924 morì la Contessa Marianna, mentre Bartolo Longo – al quale l’anno seguente Pio XI conferì l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce del Santo Sepolcro – si spense, poi, all’età di ottantacinque anni, il 5 ottobre 1926. Due anni dopo, grazie all’impegno di Fratel Adriano di Maria dei Fratelli delle Scuole Cristiane, che continuò il lavoro dell’avvocato, Pompei fu riconosciuta come comune autonomo. L’opera del Longo ha avuto il suo primo, solenne riconoscimento con la Beatificazione da parte di Giovanni Paolo II, il 26 ottobre 1980.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)

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