(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Rimini 24 agosto 2025 – Padre Alfonso Amarante, arcivescovo rettore magnifico della Pontificia Università Urbaniana, ha messo in discussione l’approccio tradizionale alla meritocrazia. Ha sottolineato che se la meritocrazia si basa esclusivamente sulla performance e sul risultato, può diventare un sistema esclusivo e spietato.
La vera inclusività, ha spiegato, deve comprendere la fraternità, che non è un’opzione, ma un principio fondante. In questa prospettiva, l’impresa diventa un “bene comune” dove il “dono” assume un valore centrale. Il dono non si limita a un atto di carità, ma rappresenta la capacità di riconoscere il valore intrinseco di ogni persona, a prescindere dal suo merito o dalla sua produttività.
Questo approccio si contrappone a una visione del mondo dove solo “i più forti e i più veloci” hanno successo, proponendo un modello in cui tutti hanno le medesime possibilità.
Aldo Fumagalli, organizzatore del panel e moderatore, ha riassunto l’essenza degli interventi con una parola chiave: speranza.
Ha sottolineato che l’economia sociale e la fraternità non sono concetti utopici o teorici, ma una strada concreta per costruire un futuro migliore. La speranza risiede nel fatto che, come emerso dalle testimonianze di Fabio Storchi e Nino Apreda, esistono già esempi di aziende e persone che praticano questi principi.
Fumagalli ha concluso che il convegno ha offerto non solo un’analisi critica, ma anche una visione positiva, un invito a credere che un nuovo paradigma economico sia possibile. Ha spronato il pubblico ad agire, a diventare costruttori di un’economia basata sulla dignità umana, sul valore del dono e sulla fraternità, dimostrando che questo è il vero cammino verso un futuro prospero per tutti.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)



