(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Reggio Emilia 26 dicembre 2025 – In un momento di passaggio come quello che segna la fine del 2025, Fabio Storchi sceglie di rivolgere un messaggio insolito e profondo agli associati Ucid e ai colleghi imprenditori. Non un semplice bilancio economico, ma una riflessione filosofica e spirituale su cosa significhi oggi “fare impresa” e, soprattutto, “essere uomini” in un mondo che cambia.
Per Fabio Storchi, il Natale non è solo una ricorrenza liturgica o un momento di pausa produttiva. È, prima di tutto, un’immersione nel pathos di una festività, di un evento storico e religioso che da oltre 2000 anni viene celebrato nel mondo ed è parte integrante della nostra civiltà.
«Il Natale è partecipazione profonda», riflette Storchi. «In greco, pathos indica al contempo sofferenza e passione, ma soprattutto la capacità di sentire intensamente. Per un imprenditore, vivere il Natale con pathos significa riscoprire l’empatia verso i collaboratori, verso la propria comunità, sentire il peso delle responsabilità ma anche la bellezza del creare valore insieme agli altri. È il momento in cui l’algoritmo della produttività lascia spazio al battito dell’umanità».
Il messaggio si sofferma poi sulla natura ciclica dell’esistenza e dell’economia. Storchi invita a guardare alla fine dell’anno non con rimpianto, ma con consapevolezza:
«Qualcosa di vecchio se ne va, qualcosa di nuovo arriva. È la legge della vita e del mercato. Dobbiamo avere il coraggio di lasciare andare schemi mentali che non servono più, vecchi pregiudizi o modelli di business ormai sterili. Solo svuotando le mani dal “vecchio” possiamo essere pronti ad afferrare il “nuovo” che il 2026 ci sta portando».
Il fulcro del pensiero di Storchi per questo Natale è però un richiamo all’essenza: la verità, la genuinità. In un’epoca di comunicazione veloce e spesso superficiale, l’imprenditore reggiano pone l’accento sulla coerenza e sull’autenticità.
«L’importante è vivere tutto con verità. Verità nelle relazioni industriali, verità nei bilanci, verità verso i propri collaboratori e, soprattutto, verso se stessi. Fare impresa con verità significa non nascondersi dietro facili scuse, ma affrontare le sfide a viso aperto, con la schiena dritta e il cuore pulito. È questa l’unica base solida su cui si può costruire un progresso che sia davvero duraturo».
Storchi conclude il suo messaggio con un auspicio che è anche una sfida per il sistema economico e produttivo: «A tutti voi, colleghi e amici, auguro un Natale che sia un ritorno all’essenziale. Che possiate vivere queste feste con quel pathos che ci rende vivi e con quella verità che ci rende liberi. Accogliamo il Nuovo Anno con la consapevolezza che, se resteremo fedeli ai nostri valori più autentici e sceglieremo la via del “fare insieme”, che è collaborazione e condivisione con gli altri, saremo in grado di affrontare le sfide che ci attendono e non avremo paura di alcun cambiamento.
Buon Natale e un coraggioso 2026».



