(Ti Lancio dalla Lombardia) Milano 8 agosto 2025 – La tradizione millenaria dell’obolo, del cesto che passa tra i banchi per raccogliere le offerte dei fedeli, si prepara a un’evoluzione che strizza l’occhio alla modernità. In un mondo sempre più cashless, dove le transazioni digitali sono la norma, anche le parrocchie si stanno attrezzando per rispondere alle nuove abitudini dei fedeli, introducendo un’innovazione che fino a qualche tempo fa sarebbe sembrata impensabile: i totem digitali per le offerte.
Questa soluzione, già in fase di sperimentazione in diverse chiese in Italia e all’estero, permette di effettuare donazioni in modo semplice e veloce, utilizzando carta di credito, bancomat o smartphone. Il funzionamento è intuitivo: il totem, solitamente posizionato all’ingresso o in un punto visibile, è dotato di uno schermo touchscreen dove il fedele può selezionare l’importo desiderato e procedere al pagamento. In alcuni casi, è possibile anche destinare l’offerta a progetti specifici della parrocchia o a intenzioni di preghiera.
L’iniziativa nasce da una duplice esigenza. Da un lato, la necessità di adattarsi a una società in cui il denaro contante è sempre meno utilizzato. Quante volte ci si trova in chiesa senza una moneta in tasca, ma con il desiderio di contribuire? I totem risolvono questo problema, garantendo che nessuno debba rinunciare al gesto di carità per mancanza di liquidità. Dall’altro, c’è la volontà di rendere più trasparente e sicura la gestione delle donazioni. Ogni transazione digitale è tracciata, riducendo i rischi di furti e semplificando notevolmente il lavoro amministrativo per i parroci e i loro collaboratori.
Naturalmente, un cambiamento di tale portata non è esente da dibattiti. Molti si interrogano sul valore simbolico del gesto. L’atto di lasciare una moneta o una banconota nel cestino ha, per alcuni, un significato spirituale profondo, una tangibilità che il pagamento digitale non riesce a replicare completamente. I critici temono che l’introduzione della tecnologia possa snaturare la sacralità del luogo e del gesto di offerta.
Tuttavia, la posizione della Chiesa sembra essere chiara: l’innovazione non intende sostituire la tradizione, ma affiancarla. L’obiettivo non è eliminare il cesto delle offerte, ma offrire un’alternativa a chiunque desideri fare una donazione in un modo che gli è più familiare. La sfida è coniugare la tradizione millenaria della carità con le esigenze della vita moderna, dimostrando che fede e tecnologia possono convivere al servizio della comunità.
La sperimentazione dei totem digitali rappresenta quindi un passo importante verso una Chiesa più accessibile e in linea con i tempi, senza dimenticare il significato profondo di ogni singolo gesto di generosità.
Entro l’anno si potranno versare offerte digitali in 30 chiese italiane. Entra nel vivo il progetto ‘Cento totem in 100 chiese’ per l’utilizzo di carte di pagamento e applicazioni digitali nei luoghi di culto dopo una fase pilota avviata nella basilica di Sant’Ambrogio a Milano, nelle basiliche di Assisi e presso l’infopoint del Vaticano. Il piano prevede infatti l’installazione dei primi 30 Pos in altrettante chiese dislocate sull’intero territorio nazionale.
L’obiettivo – spiega il responsabile Enti e Terzo settore di Banco Bpm Stefano Bolis – è di “facilitare le donazioni e sostenere le diocesi nelle loro attività sociali e solidaristiche a favore delle comunità e del territorio”. Del resto, come ricorda il responsabile Marketing e Omnicanalità di Banco Bpm Luca Vanetti, “per la prima volta in Italia, nel 2024 i pagamenti digitali hanno superato quelli in contanti in termini di valore transato”.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)



