(Ti Lancio dalla Serbia) Novi Sad 3 febbraio 2025 – Venerdì sera centinaia di studenti sono arrivati nella città di Novi Sad, in Serbia, dove sono state accolte da cittadini che li hanno applauditi e hanno offerto loro cibo e acqua: erano partiti da Belgrado, la capitale del paese, giovedì e avevano percorso gli 80 chilometri che separano le due città a piedi, in una marcia di protesta nel contesto delle grandi manifestazioni antigovernative che vanno avanti da tre mesi. Nella notte fra giovedì e venerdì avevano dormito in tende montate in un campo da calcio nella città di Indjija.
Per questo nel corso dei mesi i manifestanti sono passati dalle proteste contro la corruzione a contestare direttamente il governo. Nelle ultime settimane le proteste si sono tenute in oltre cento città e paesi della Serbia e hanno portato martedì scorso alle dimissioni del primo ministro Miloš Vučević. Vučević ha detto che le sua dimissioni sono dovute all’aggressione lunedì di un gruppo di manifestanti da parte di alcuni uomini che sarebbero usciti dalla sede locale del partito di governo a Novi Sad.
Nonostante le sue dimissioni le proteste stanno continuando e chiedono al presidente Vučić di ammettere la responsabilità dello Stato nell’incidente: la caduta di una tettoia in una stazione cittadina a causa della corruzione che ha portato alla realizzazione dell’opera senza i necessari crismi di sicurezza. Come aveva già fatto in passato, Vučić ha accusato i manifestanti di lavorare per i servizi segreti stranieri con l’obiettivo di spodestarlo. Queste proteste sono tuttavia più complicate da screditare rispetto a quelle del passato: sono cominciate per un grave lutto e non sono state guidate da partiti politici, coinvolgendo sempre più fasce della popolazione molto varie tra loro, dai contadini ai giudici.
Vučić è in una posizione sempre più difficile, ma ha detto di essere aperto a dialogare con i manifestanti, ricordando però che «nel momento in cui qualcuno pensa di usare la violenza per prendere il potere, lo Stato si comporterà come uno Stato, proprio come in ogni altra parte del mondo».
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)



