(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington 28 ottobre 2025 – Confermando la sua predilezione per ambiziosi progetti aerospaziali, già dimostrata nel suo primo mandato mediante la fondazione, nel 2019, della US Space Force, il presidente americano Donald Trump vuole legare indissolubilmente il suo secondo mandato al conseguimento di uno storico obbiettivo, ovvero dotare il Nordamerica di uno scudo antimissile teoricamente impenetrabile ed esteso su tutto il territorio.
La “Cupola d’Oro” nasce dalla consapevolezza che i sistemi attuali, pur efficaci contro le minacce di generazioni precedenti, sono pensati per una tattica missilistica ormai superata. L’architettura difensiva americana, basata principalmente sul Ground-Based Midcourse Defense (GMD) e sui sistemi tattici come il THAAD e l’Aegis, presenta lacune significative. Questi sistemi sono vulnerabili alle nuove capacità balistiche di potenze rivali.
In particolare, la proliferazione di missili ipersonici e dei cosiddetti missili a traiettoria manovrabile (che cambiano rotta durante il volo) ha creato un vuoto nella difesa. I sistemi di tracciamento a terra impiegano troppo tempo per identificare, calcolare e intercettare tali minacce veloci e imprevedibili, rendendo obsolete le vecchie strategie di difesa puntuale. Il progetto “Cupola d’Oro” non è un semplice aggiornamento, ma un cambio di paradigma strategico, essenziale per mantenere la superiorità difensiva in un panorama globale in rapida evoluzione.
Il progetto ambizioso prende il suo nome non per ostentazione, ma per la sua natura intrinsecamente avvolgente e onnicomprensiva. A differenza dei predecessori, la “Cupola d’Oro” sposta il cuore della difesa dal suolo allo spazio.
Il pilastro fondamentale è una vasta costellazione di migliaia di satelliti in orbita terrestre bassa (LEO). Questi satelliti non avranno solo una funzione di allerta e tracciamento, ma saranno integrati con la capacità di intercettazione precoce—il concetto di “track and kill” (traccia e distruggi). La Space Force avrà il compito di gestire questa rete, monitorando costantemente ogni fase del volo di un missile, dalla rampa di lancio (fase boost) fino al rientro atmosferico (fase terminal).
La vera innovazione, tuttavia, risiede nell’impiego massivo dell’Intelligenza Artificiale (AI). Data la velocità ipersonica delle minacce, una risposta umana sarebbe troppo lenta. L’AI non solo gestirà l’immensa mole di dati provenienti dalla costellazione satellitare, ma prenderà decisioni autonome sull’ingaggio del bersaglio e sulla selezione dell’intercettore ottimale in una frazione di secondo. Questo livello di automazione è ciò che renderebbe lo scudo inattaccabile.
Un progetto di tale portata ha immediate e profonde ripercussioni geopolitiche. L’implementazione di uno scudo antimissile così esteso ed efficace non mancherà di essere percepita come un atto destabilizzante da parte di potenze rivali come Cina e Russia.
Pechino e Mosca potrebbero interpretare la “Cupola d’Oro” come un tentativo americano di annullare la loro deterrenza nucleare, forzandole a investire in tecnologie ancora più elusive o in una quantità maggiore di missili per saturare il sistema difensivo. Questo rischia di innescare una nuova corsa agli armamenti, spostando la competizione strategica dal nucleare puro allo spazio e all’ipersonico.
Il costo è un altro fattore cruciale: si parla di investimenti nell’ordine di centinaia di miliardi di dollari. Nonostante l’entusiasmo politico, il dibattito interno è acceso: i critici sollevano dubbi sulla fattibilità tecnologica di un sistema così complesso e sulla potenziale militarizzazione dello spazio, che potrebbe trasformare l’orbita terrestre.
La “Cupola d’Oro” si profila come il progetto più ambizioso nella storia della difesa missilistica, un chiaro tentativo di Donald Trump di legare il suo secondo mandato a un’eredità di supremazia tecnologica e sicurezza nazionale assoluta. Se il progetto dovesse superare gli ostacoli tecnici e finanziari, non si tratterebbe solo di un sistema militare, ma del simbolo che gli Stati Uniti hanno ridefinito le regole della guerra fredda del XXI secolo, proiettando la sicurezza americana in una dimensione completamente nuova: quella dello spazio.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di New York)



