(Ti Lancio dal Veneto) Venezia 21 febbraio 2025 – Il Veneto ha chiesto per l’anno 2024 lo stato di calamità naturale. Il responsabile di questa richiesta e che ha causato un vero e proprio disastro ambientale è il granchio blu. Una specie aliena che proviene dalle coste atlantiche dell’America del Nord che ha trovato nelle lagune del Veneto e dell’Emilia Romagna un habitat favorevole tanto che sta divorando tutti i tipi di molluschi e se non bastasse ha anche una notevole proliferazione non avendo dei nemici naturali. In pratica sono state “mangiate” grandissime quantità di molluschi mettendo in serio pericolo l’ecosistema delle lagune. I pescatori del Veneto che praticano la mitilcoltura e la pesca stanno subendo dei danni molto consistenti, tanto che numerosi allevamenti sono andati distrutti per la voracità di questi granchi.
Dal punto di vista economico sono oltre 1500 le aziende che sono impegnate nell’acquacultura e nella pesca nelle lagune venete e vi è un rischio molto grave di chiusura. Nel 2024 sono state catturate ben 1894 tonnellate di granchio blu, solo 714 sono state destinate al consumo nei vari mercati ittici mentre il resto, oltre 1100 tonnellate, sono state smaltite con costi particolarmente elevati.
Per aiutare il settore delle pesca la giunta regionale del Veneto ha inoltrato per il secondo anno consecutivo la richiesta di calamità naturale causata dalla presenza del Granchio Blu e con la delibera è stata approvata anche la relazione tecnica in cui vengono elencate le aree colpite dall’emergenza: la Laguna di Caorle e Bibione (comuni di Caorle e San Michele al Tagliamento), la Laguna del Mort (comune di Eraclea), la Laguna di Venezia (comuni di Campagna Lupia, Cavallino Treporti, Chioggia, Codevigo, Jesolo, Mira, Quarto d’Altino e Venezia), le Lagune e sacche del Delta del Po (comuni di Porto Tolle, Porto Viro e Rosolina), e le aree marittime antistanti la fascia costiera.
L’assessore regionale alla Pesca, Cristiano Corazzari su questo tema ha dichiarato: La Regione del Veneto è intervenuta fin dall’inizio dell’emergenza a sostegno dei pescatori, con due tipi di azioni, da un lato il sostegno alle catture per colpire la proliferazione incontrollata della specie, e dall’altro con indagini e monitoraggi, tra cui il nuovo progetto di monitoraggio avviato quest’anno in collaborazione con Arpav, Veneto Agricoltura, Università di Padova e Università Ca’ Foscari di Venezia. I dati raccolti serviranno a implementare azioni a tutela del comparto. La preoccupazione è tanta, c’è un intero settore, quello della venericoltura, che rischia di scomparire. Sono a rischio 1.500 imprese individuali oltre a un settore che rappresenta la nostra cultura e la nostra identità”
(Dispaccio di Ti Lancio di Paolo Ruini)



