(Ti Lancio dal Piemonte) Torino, 11 luglio 2025 – L’assemblea di Federmeccanica non è stata solo il palco per l’elezione del nuovo presidente Simone Bettini, ma anche un momento di profonda riflessione sullo scenario economico internazionale. Giovanni Sandri (nella foto), Managing Director e Head of BlackRock Italia, ha offerto una prospettiva chiara e, per certi versi, cauta sulle sfide macroeconomiche che impattano direttamente il cruciale settore metalmeccanico italiano.
Sandri ha sottolineato come l’economia globale sia entrata in una “fase nuova” ormai da almeno tre anni, caratterizzata da un’evidente maggiore incertezza e un aumento della volatilità. Questo processo, innescatosi ben prima della pandemia di COVID-19, ha subito un’accelerazione significativa a causa degli eventi sanitari globali e delle crescenti dinamiche geopolitiche.
Nel suo intervento, il responsabile di BlackRock Italia ha identificato alcuni temi cruciali che richiedono la massima attenzione da parte delle imprese e dei decisori politici: ‘La sostenibilità del debito, in particolare quello delle economie più importanti, rappresenta una preoccupazione che, secondo Sandri, supera persino la volatilità dei mercati azionari. La capacità di gestire efficacemente il debito pubblico e privato sarà un fattore determinante per la stabilità economica futura a livello globale’. Sandri ha espresso una chiara cautela riguardo al ruolo del dollaro americano, avvertendo che la valuta “rischia di perdere i benefici enormi degli ultimi decenni”. Un’eventuale erosione della centralità del dollaro come valuta di riserva e di riferimento globale potrebbe innescare profonde ripercussioni sui mercati internazionali e sul commercio, con effetti a catena sulle esportazioni, vitali per la metalmeccanica. Questi fattori continuano a contribuire a un clima di incertezza. Le tensioni geopolitiche possono creare interruzioni nelle catene di approvvigionamento, mentre le misure protezionistiche ostacolano le dinamiche
Nonostante queste criticità, Sandri ha offerto una prospettiva che, pur riconoscendo un rallentamento economico in atto, non prevedrebbe necessariamente una recessione globale. Questo scenario implica una fase di crescita più contenuta, ma con la possibilità di evitare contrazioni estese, a patto che le sfide identificate vengano gestite con la dovuta attenzione e strategie adeguate.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)



