(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Resia (UD) 3 marzo 2025 – Il Babaz è bruciato, la brutta stagione ora è cenere da spazzare via e si guarda avanti, con ottimismo, alla primavera che sta per arrivare. E’ questo il senso del processo e del rogo del Babaz, antica maschera tradizionale valligiana, che oggi si è concretizzato a Stolvizza, frazione di Resia, con una grande partecipazione di bambini e bambine e le loro famiglie, giunti dai comuni, dalle borgate e dalle frazioni della Val Resia per festeggiare il Püst”, il Carnevale resiano. Come ha sottolineato Giuliano Fiorini, dell’Associazione ViviStolvizza: ”Il nostro carnevale a misura di bambino non vuole essere chiassoso. Vuole invece identificarsi nello spirito delle nostre montagne, fatte di pace, di tranquillità, di natura e di tradizioni”. Ecco lo stop alle auto, i bambini per strada, i laboratori che fanno rivivere il passato della Val Resia fra le nuove generazioni, con i più piccoli protagonisti nel realizzare il Babaz e a cucinare i “Kroflin” – i crostoli e le castagnole – per poi danzare e divertirsi con la musica e i balli alla “Stara Butea”, sempre accompagnati dal suono dei campanelli e degli strumenti resiani, la cïtira (violino) e la bünkula (violoncello).

La processione, il processo, il rogo alla mostruosa maschera del Babaz è l’allegoria della fine dell’inverno, che in montagna è si il candore della neve ma anche la paura del freddo, delle slavine, dei tempi duri, per finalmente sorridere alla primavera, con la baldoria finale presso il locale “All’Arrivo” di Stolvizza. “Abbiamo scelto di anticipare la processione e il rogo del Babaz a lunedì. La consuetudine lo prevede il mercoledì delle ceneri, ma farlo oggi ha permesso a tutti i bambini e alla bambine della Valle, a casa da scuola per il Carnevale, di riunirsi a Stovizza per celebrare e perpetuare questa tradizione”, ha concluso Fiorini. I festeggiamenti del Carnevale resiano sono stati co-organizzati dall’Associazione ViviStolvizza con il Museo della Gente della Val Resia, il locale gruppo Alpini, il Museo dell’Associazione Arrotini, il circolo culturale Rozajaski dum, con il sostegno di Credifriuli.
(Dispaccio di Ti Lancio di Loris Gherra)




