(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Udine 8 maggio 2025 – Quella parlantina volutamente “ampollosa”, prolissa non solo nella lunghezza ma anche nelle espressioni lessicali, oggigiorno sempre più infarcita dall’uso dell’inglese, che ha sostituito i termini in latino, ancora in voga sino a pochi anni fa. Così descrivono e criticano il linguaggio degli avvocati due stessi protagonisti di questa nobile professione, nonché saggisti, Luca Ponti e Luca De Pauli, dello Studio Ponti De Pauli Partners di Udine, nella loro ultima opera editoriale “La giustizia raccontata. Le sfide dell’avvocato tra presente e futuro”, Meltemi 2025. Ponti e De Pauli parlano e scrivono in maniera diretta e concisa, rivolgendosi ai lettori, dagli appassionati di legge ai clienti, ai giudici, ai colleghi più giovani, rivolgendo loro una specie di “Vademecum dell’avvocato”. La complessa macchina della Giustizia viene raccontata in una sessantina di brevi capitoli, con un filo conduttore chiaro: “L’avvocato, che sa di sapere, non ha paura del silenzio, non parla nessuna lingua inutile, ed è in grado di sviluppare le strategie più opportune, controlla la causa o il processo senza logorroiche manifestazioni poliglotte”, scrivono gli autori. Tra i temi trattati anche l’intelligenza artificiale generativa, che fa sì che nel mondo attuale nulla sia stabile, “Tutto è fluttuante. Ogni conquista è giornaliera”, scrivono Ponti e De Pauli.
“Lo stress è diventato imperante nella vita di tutti i clienti”, questo comporta che la velocità della risposta diventi più importante della qualità del parere, tipica delle risposte che si ottengono dalle macchine pensanti. In questa società di transizione diventa essenziale la “componente partecipativa ed empatica” come una delle caratteristiche vincenti dell’essere un bravo avvocato. Il legale, per i due autori, deve essere in grado di sviluppare conoscenze umane e psicologiche, utili non solo per interagire con il cliente, ma anche con i colleghi – spesso narcisisti, invidiosi e gelosi – e con i magistrati. Fare l’avvocato, in sintesi, si evince dal libro, non è una semplice professione, ma una vocazione che richiede competenze tecniche, sensibilità nell’approccio psicologico con il cliente e una profonda capacità di ascolto. È un mestiere che oscilla tra ciò che l’assistito chiede e ciò che è necessario offrirgli, tra le regole del diritto e le sfide umane. La chiarezza espositiva e la capacità di esprimere i concetti in questo bel libro è frutto della grande esperienza maturata da due professionisti che, in decenni di attività condivisa, hanno vissuto molteplici contesti e affrontato le sfide di quasi tutte le giurisdizioni. Disponibile nelle librerie e online.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)



