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ECONOMIA. VENETO. NELLE CITTA’ CALANO I NEGOZI DI PROSSIMITA’, ED AUMENTA IL TURISMO DI MASSA

(Ti Lancio dal Veneto) Venezia 23 maggio 2025 – Sono sorprendenti gli ultimi dati sulla situazione del commercio che sono stati resi noti da Confcommercio Veneto in collaborazione con Unioncamere Veneto.

Di Admin Ti Lanciovenerdì 23 maggio 20255 min di lettura
ECONOMIA. VENETO. NELLE CITTA’ CALANO I NEGOZI DI PROSSIMITA’, ED AUMENTA IL TURISMO DI MASSA

(Ti Lancio dal Veneto) Venezia 23 maggio 2025 – Sono sorprendenti gli ultimi dati sulla situazione del commercio che sono stati resi noti da Confcommercio Veneto in collaborazione con Unioncamere Veneto. Nell’ultimo report reso pubblico emergono due fenomeni contrastanti. Da una parte il calo continuo delle imprese commerciali con le chiusure dei negozi che sta portando alla desertificazione di molte zone, in particolare dei centri storici. Dall’altra si sta registrando un aumento delle attività che si occupano di turismo e di informatica. In Veneto, il numero delle sedi d’impresa nel terziario di mercato  è di 126.513 (-1,9% sul 2024 pari a 2.391 unità) e rappresenta il 30% sul totale regionale. Delle 2391 imprese perse ben oltre 1500 sono negozi, e nonostante il fenomeno delle concentrazioni di imprese e di aumento delle filiali che si registrando non si ferma il fenomeno della desertificazione. Però qualcosa sta cambiando perché nel settore turistico ed informatico si ha un trend positivo in particolare dal punto di vista statistico sono stati resi noti questi dati: alloggio (+5,2% sedi e +8,5% unità locali); immobiliare (+5,2% sedi e +1,5% unità locali); trasporto tramite noleggio (+4% sedi e +10% unità locali); software e consulenza informatica (+1,3% sedi e +1,2% unità locali).

Su questo fenomeno ha espresso un parere, in una nota stampa, Patrizio Bertin presidente di Confcommercio Veneto:  “Le trasformazioni del tessuto imprenditoriale sono sempre più evidenti. Sta alle imprese capire come cogliere le evoluzioni e adattarsi ad esse, per governarle con i necessari cambiamenti, investendo sull’innovazione e la transizione digitale. Preoccupa la diminuzione continua dei negozi, soprattutto quelli di vicinato, che sono attività e servizi fondamentali per i centri abitati. Senza di essi una città diventa meno città. Serve un’alleanza tra istituzioni, da quelle più grandi agli enti locali, per mettere in campo un grande piano di rilancio, a sostegno dell’avvio di nuovi negozi, ma anche per difendere quelli che già ci sono”. Mentre Antonio Santocono presidente di Unioncamere del Veneto ha affermato: “Nella dinamica di diminuzione del commercio senza dubbio incide una crescente attenzione delle famiglie a ricostituire il risparmio eroso dal rincaro dei prezzi degli ultimi anni. Allo stesso tempo sono cambiate anche le abitudini e gli stili di vita, che finora ha privilegiato l’acquisto di servizi rispetto ai beni di consumo che, infatti, soffrono, come, nel caso del fashion. Le istituzioni devono sostenere il ruolo fondamentale dei negozi di vicinato e incentivare la capacità di città e comuni più piccoli di attrarre attività commerciali, che sono essenziali per rendere vivi i centri urbani”. In Italia negli ultimi 12 anni, oltre 118.000 negozi hanno chiuso i battenti  con un calo del 21,4% a livello nazionale, più colpito il nord e il centro. Mentre nel meridione le chiusure sono minori. I più colpiti risultano i centri storici con ben 31.000 negozi chiusi in poco più di 12 anni.  Il commercio è quindi in una crisi profonda però il fatto che il turismo in Italia sta aumentando in modo considerevole, nel 2024 le presenze sono state di ben 458,4 milioni di persone con un aumento del 2,5% sul 2023, potrebbe rappresentare una sorta di “ancora di salvezza” per molte attività che potrebbero trasformarsi e fornire sia servizi che prodotti. Per fare vivere i centri storici ed evitare che diventino prede della criminalità è quindi necessario riuscire a ricreare un tessuto economico che può sicuramente sopravvivere grazie alle grandi potenzialità che ha il turismo in Italia. Un esempio di attività commerciali che statisticamente si stanno espandendo nei centri storici sono le tabaccherie e le farmacie perché oltre ad offrire prodotti sono in grado di dare anche dei servizi. 

Sempre meno servizi di prossimità, sempre più turismo legato anche allo shopping di lusso. 
Ma come tutte le monete che hanno due facce per quanto riguarda il turismo esiste il problema dell’overtourism. Un fenomeno che purtroppo è presente in alcune città turistiche italiane e in particolare a Venezia e consiste nel avere troppe persone in un lasso di tempo breve presenti in una città, A Venezia vengono registrati ben 14.000 turisti per chilometro quadrato e troppe persone concentrate genera un peggioramento della qualità della vita per tutti sia per i residenti che per i visitatori. Gli effetti sono un innalzamento del prezzo degli immobili e degli affitti e l’abbandono da parte dei residenti del centro storico alla ricerca di zone più tranquille. Nel Bel Paese le città che soffrono di overtourism sono, oltre Venezia, Rimini in estate, Bolzano, Livorno, Trento, Verona e Napoli.  Per evitare dei danni al patrimonio artistico e al tempo stesso migliorare la qualità delle visiti e dei servizi diventa quindi necessario attuare una gestione consapevole dei flussi turistici per renderli effettivamente utili per lo sviluppo del territorio e dell’economia. La regione preferita dai turisti è il Veneto con 72 milioni di presenze,  seguita dal Trentino-Alto Adige, con la provincia autonoma di Bolzano/Bozen 36,1 milioni e la provincia autonoma di Trento 19,1, poi il Lazio con oltre 51 milioni.
(Dispaccio di Ti Lancio di Paolo Ruini)

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