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ENERGIA. USA. AMBIENTE E MATERIE PRIME: TRUMP E LA MINACCIA ALLE RISERVE INCONTAMINATE DELL’ALASKA

(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington 27 ottobre 2025 – L’amministrazione Trump ha riacceso una delle più feroci battaglie ambientali in corso da decenni, prendendo di mira l’Arctic National Wildlife Refuge (ANWR) , un’area protetta di quasi 80.

Di Admin Ti Lanciolunedì 27 ottobre 20252 min di lettura
ENERGIA. USA. AMBIENTE E MATERIE PRIME: TRUMP E LA MINACCIA ALLE RISERVE INCONTAMINATE DELL’ALASKA

(Ti Lancio dagli Stati Uniti) Washington 27 ottobre 2025 – L’amministrazione Trump ha riacceso una delle più feroci battaglie ambientali in corso da decenni, prendendo di mira l’Arctic National Wildlife Refuge (ANWR) , un’area protetta di quasi 80.000 km² in Alaska, considerata l’ultima grande regione selvaggia degli Stati Uniti. L’obiettivo è chiaro: aprire la Pianura Costiera del Rifugio alle trivellazioni per petrolio e gas, in nome della sicurezza energetica e dello sviluppo economico.

L’ANWR non è un’area qualunque, ma un ecosistema di vitale importanza. La sua Pianura Costiera funge da cuore biologico, essenziale per la sopravvivenza di numerose specie selvatiche: vi costruiscono le tane per partorire, soprattutto a causa del ritiro del ghiaccio marino dovuto al riscaldamento globale.  È il luogo cruciale per la migrazione e il parto della mandria di Porcupine, base della sussistenza per le popolazioni indigene. Ospita oltre 200 specie diverse.

La decisione di Trump, che ripropone i tentativi già avviati e poi bloccati dalla successiva amministrazione, mira a revocare le protezioni federali per liberare, senza limiti, quello che viene definito il “potenziale di risorse dell’Alaska”.

L’iniziativa ha suscitato una reazione immediata da parte di ambientalisti e di una parte delle comunità locali. L’opposizione più forte proviene dal popolo indigeno Gwich’in , che da millenni considera quest’area come sacra . Per i Gwich’in, la protezione della Pianura Costiera è una questione di sopravvivenza culturale , poiché la loro sussistenza è strettamente legata alla salute e alla migrazione del caribù.

Gli oppositori sottolineano che la trivellazione in un luogo così delicato, dove l’Artico si sta riscaldando a una velocità doppia rispetto al resto del mondo, costituirebbe un “quasi certo disastro incombente” . I rischi non riguardano solo la devastazione permanente dell’habitat, ma anche l’aggravamento della crisi climatica attraverso l’estrazione di nuovi combustibili fossili.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di New York)

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