(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Amaro (UD) 12 dicembre 2025 – La percezione delle aree montane è in rapida evoluzione. Da sempre associate al turismo stagionale e a un ritmo di vita più lento, le terre alte si candidano oggi a diventare il nuovo polo di attrazione strategico per professionisti, aziende competitive e giovani talenti, in un’ottica completamente rinnovata.
È questo il messaggio lanciato con forza da Mario Zearo, CEO di Advan, un’azienda con sede ad Amaro (Udine), che esorta le nuove generazioni a ripensare radicalmente il concetto di area montana: non un luogo da cui fuggire, ma l’ecosistema ideale per innovare e vivere bene.
Secondo Mario Zearo, è un errore diffuso considerare le aziende insediate in montagna come realtà marginali o tecnologicamente arretrate. Al contrario, il contesto attuale, potenziato dalle infrastrutture digitali e dalla flessibilità del lavoro, rivela una verità diversa.
“Dobbiamo superare la vecchia narrazione della montagna come luogo isolato. Qui abbiamo aziende che esportano innovazione, tecnologia e prodotti di altissima qualità su mercati globali,” sottolinea Zearo. “Offriamo stimoli professionali di natura internazionale che spesso non hanno nulla da invidiare ai grandi centri urbani, con il vantaggio di un ambiente operativo focalizzato e privo delle distrazioni metropolitane.”
L’opportunità per i giovani risiede proprio in questa convergenza: la possibilità di contribuire a progetti ambiziosi e ad alto impatto globale, mantenendo al contempo una qualità della vita nettamente superiore.
“Ai giovani dico: venite a lavorare qui, dove l’aria è pulita e l’equilibrio tra vita professionale e personale è autentico, ma dove il vostro lavoro avrà un impatto globale.” – Mario Zearo, CEO Advan.
Un elemento cruciale che rafforza la tesi di Zearo è la crisi climatica globale. L’innalzamento inevitabile delle temperature e la crescente intensità degli eventi meteorologici estremi rendono le aree montane non solo più appetibili, ma anche strategicamente essenziali per viverci e lavorarci.
Mentre le grandi città e le pianure vedranno aumentare i disagi legati al caldo estremo, allo smog e all’aumento dei fenomeni idrogeologici, le zone interne e montane godranno di un clima più temperato e vivibile. Questo posiziona la montagna come risorsa preziosa per la residenzialità e per la continuità operativa (business continuity) delle imprese.
“Le aziende più lungimiranti stanno già iniziando a considerare questo fattore. Scegliere la montagna non è solo una scelta di vita personale, ma una decisione di resilienza e sostenibilità,” afferma Zearo, identificando le terre alte come un vero e proprio rifugio climatico e operativo.
L’attrattività delle aree montane non si limita ai fattori economici e climatici. Essa è alimentata anche dalla crescente diffusione dello smart working e dalla necessità di una migliore conciliazione tra vita e lavoro.
Le montagne offrono un pacchetto di benefici imbattibile: meno traffico, minori costi di vita rispetto alle metropoli, accesso diretto alla natura e al benessere fisico.
La possibilità di integrarsi in comunità più piccole e collaborative, favorendo reti professionali e sociali più strette. L’invito di Mario Zearo non è solo a trasferirsi, ma a partecipare attivamente alla costruzione di questo nuovo modello, utilizzando le competenze digitali e tecnologiche dei giovani per dare slancio alle economie locali in una chiave internazionale.
L’obiettivo è dimostrare che le montagne non sono destinate allo spopolamento, ma sono, al contrario, il futuro luogo ideale per chi cerca un lavoro stimolante in aziende competitive e una vita appagante in un ambiente naturalmente sostenibile. La montagna, grazie alla sua resilienza e alle sue opportunità globali, è pronta a diventare la prossima frontiera dell’innovazione e della de-urbanizzazione mirata.



