(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Sassuolo (MO)19 dicembre 2025 – Un paradosso industriale quello tracciato da Augusto Ciarrocchi, Presidente di Confindustria Ceramica, nel bilancio di fine anno: da un lato indicatori economici che tornano a salire, dall’altro una preoccupazione esistenziale per il futuro di uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy. Sebbene il 2025 si chiuda con il segno “più”, l’ombra del sistema europeo di scambio delle quote di emissione (ETS) e la concorrenza estera sleale rischiano di soffocare la crescita.L’industria delle piastrelle chiude l’anno con segnali di vitalità incoraggianti. I volumi di vendita hanno raggiunto quota 386 milioni di metri quadrati, segnando un incremento del 2% rispetto al 2024.Il dato è sostenuto da una tenuta del mercato interno e da una spinta dell’export: mercato interno, +0,8% nelle vendite. Esportazioni: +2,4%, con performance particolarmente brillanti in Europa Orientale e nel Medio Oriente.Nonostante questi successi commerciali, il quadro resta complesso. Il settore ha dovuto lottare contro una concorrenza internazionale aggressiva che spesso non rispetta i medesimi standard produttivi e ambientali europei.Il vero freno alla competitività è rappresentato dal sistema europeo ETS (Emission Trading System). Secondo Ciarrocchi, questo meccanismo è diventato una tassa punitiva sulla produzione che non tiene conto degli sforzi tecnologici già compiuti dal comparto.”Il sistema ETS è costato alla ceramica italiana ed europea 130 milioni di euro all’anno dal 2021. Una cifra destinata a salire vertiginosamente a 180 milioni l’anno nel prossimo quinquennio.”Questa pressione finanziaria sottrae risorse vitali agli investimenti in innovazione e sostenibilità reale, esponendo le imprese italiane al rischio di una deindustrializzazione forzata a favore di produttori extra-UE non soggetti a tali costi.Se il fronte normativo preoccupa, quello dei mercati internazionali offre motivi di ottimismo. La fiducia degli industriali della ceramica punta verso il cuore dell’Europa. Francia: segnali di tenuta e consolidamento del mercato. Germania: dopo un periodo di stasi, le previsioni indicano un ritorno alla crescita nel 2026, un segnale fondamentale data l’importanza strategica del mercato tedesco per le piastrelle italiane.L’industria ceramica italiana dimostra ancora una volta una straordinaria resilienza e capacità di penetrazione nei mercati globali. Tuttavia, il grido d’allarme di Augusto Ciarrocchi è chiaro: senza una revisione delle politiche europee sull’energia e sugli ETS, il rischio è che i pur brillanti risultati commerciali vengano vanificati da un sistema di regole che penalizza chi produce in Europa.
INDUSTRIA. ER. CERAMICA ITALIANA: VOLUMI IN RIPRESA NEL 2025, MA IL “NODO” ETS MINACCIA LA SOPRAVVIVENZA DEL SETTORE
(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Sassuolo (MO)19 dicembre 2025 – Un paradosso industriale quello tracciato da Augusto Ciarrocchi, Presidente di Confindustria Ceramica, nel bilancio di fine anno: da un lato indicatori economici che tornano a salire, dall’altro una preoccupazione esistenziale per il futuro di uno dei fiori all’occhiello del Made in Italy.

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