(Ti Lancio dal Piemonte) Asti 9 maggio 2025 – Rinunceranno gli americani a brindare con le bollicine uniche dell’Asti Spumante? I “famigerati” dazi potrebbero colpire anche prodotti molto conviviali come il vino però c’è chi ha deciso di lanciare una grande campagna pubblicitaria per fare conoscere al grande pubblico le qualità e la bontà di un vino come l’Asti Spumante. Il consorzio ha deciso di investire ben due milioni di euro in pubblicità in risposta alla “mannaia” dei dazi. Stefano Ricagno presidente del Consorzio dell’Asti Spumante docg ha evidenziato l’importanza del mercato americano e prima di cercare nuovi sbocchi è stata decisa di lanciare una grande campagna pubblicitaria. La città prescelta per il primo grande lancio è stata New York dove il 9 maggio si è svolto il “National Moscato day” . Oltre duemila Taxi della Grande Mela hanno viaggiato con i colori e le insegne dell’Asti Spumante oltre alla oltre ai mille cartelloni posizionati in città e la presenza di ben cinquanta digital advertising a Manhattan, Brooklyn e Queens. Oltre a questa campagna sono previste altre iniziative per fare conoscere un prodotto alimentare unico che viene coltivato sulle colline piemontesi che sono state nominate dall’Unesco patrimonio di tutela paesaggistico. Sono 51 i comuni dove si coltiva il vitigno dove si ricava l’Asti docg nella versione moscato e spumante e occupa circa diecimila ettari nella province di Asti, Cuneo e Alessandria. La produzione è di circa 90 milioni di bottiglie e ben 25 milioni vengono consumate negli Stati Uniti. In particolar il preferito è il Moscato con ben 19 milioni di bottiglie mentre 6 milioni sono di Spumante.
Il giro di affari negli States è di oltre cento milioni di euro e il mercato americano è praticamente uno dei principali per quello che riguarda la produzione del Moscato perché ne assorbe ben il 60% della produzione, diversa è la situazione dell’Asti Spumante dove il mercato principale rimane la Russia, seguita dal Regno Unito e al terzo posto gli Usa.
(Dispaccio di Ti Lancio di Paolo Ruini)



