(Report Ti Lancio) Trieste 2 dicembre 2025 — Il cambiamento climatico sta rapidamente trasformando l’Italia, portando le temperature estive a livelli che non rappresentano più solo un disagio, ma un serio rischio per la salute e la produttività. Le proiezioni climatiche indicano che in alcune aree del Paese, l’attività lavorativa all’aperto durante le ore centrali estive del giorno, diventerà insostenibile o richiederà pause obbligatorie per lunghi periodi.
Le regioni del Sud (in particolare Sicilia, Sardegna, Puglia e Calabria) sono le prime a dover affrontare le conseguenze più drammatiche delle ondate di calore. Si prevede un aumento significativo dei giorni tropicali, con temperature massime che supereranno frequentemente la soglia dei3 5∘Ce minime notturne sopra i2 0∘C. In settori come l’agricoltura e l’edilizia, che dipendono dal lavoro fisico pesante sotto il sole, l’esposizione durante le ore di punta (tipicamente 10:00 – 18:00) diventerà insostenibile e richiederà la sospensione dei turni o la loro riorganizzazione in orari notturni o all’alba. La durata prolungata delle onde calde renderà queste fermi una prassi abituale per intere settimane.
Il Sud si confronta con il rischio di una significativa perdita di giornate lavorative in azienda, con conseguenze dirette sulla filiera alimentare e sui costi di produzione.
Nonostante le temperature assolute possano non raggiungere i picchi del Sud, la Pianura Padana (che include grandi centri produttivi in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna) è considerata un’area ad altissimo rischio a causa della sua elevata umidità ambientale . L’umidità è il fattore che rende più pericoloso il caldo, ostacolando la sudorazione e il raffreddamento del corpo. La combinazione di alta temperatura e umidità fa della Pianura Padana una delle regioni europee con il più rapido e marcato aumento del rischio da stress termico combinato. Nelle aree urbane e industriali (le “isole di calore”), il rischio è esacerbato dall’alta densità abitativa e dalla cementificazione.
Il pericolo di colpi di calore e malori per i lavoratori (della logistica, dell’edilizia e della manutenzione infrastrutturale) sarà elevatissimo, anche a temperatura dell’aria inferiori rispetto al Sud.
L’aumento dei “giorni rossi” non è solo un problema sanitario, ma una questione di sicurezza economica nazionale. Le interruzioni prolungate del lavoro all’aperto nelle aree più produttive del Paese (sia agricole che industriali) innescheranno una serie di effetti a catena: la riduzione delle ore lavorabili o lo spostamento sui turni notturni comporterà un aumento dei costi operativi e una presentazione della produttività in settori chiave.
I ritardi nei lavori edili o agricoli possono influire sulle catene di fornitura regionali e nazionali. Si renderà necessaria una riorganizzazione strutturale dei contratti e delle tutele per i lavoratori più esposti, con potenziali tensioni sociali e fenomeni di migrazione interna della manodopera in cerca di climi più miti durante l’estate.
Il Governo e le imprese sono chiamati a investire urgentemente in misure di adattamento e mitigazione per proteggere il capitale umano e la capacità produttiva nazionale.
Le proiezioni sul riscaldamento e sui giorni di calore estremo in Italia si basano su modelli climatici regionali e globali. IPCC (InterGovernment Panel on Climate Change): i rapporti dell’IPCC (in particolare i Gruppi di Lavoro I e II) forniscono le basi scientifiche globali e le proiezioni basate sugli scenari di emissione (RCP/SSP). Tutti gli studi nazionali si basano su queste proiezioni.
CMCC (Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici): è il principale centro di ricerca italiano per le scienze del clima. Produrre rapporti specifici sull’impatto climatico in Italia, inclusi l’aumento delle temperature, la siccità e l’incremento degli eventi estremi per le macroregioni (Nord, Centro, Sud).
ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale): l’ente italiano fornisce dati e indicatori sullo stato dell’ambiente in Italia, inclusi i dati storici e le tendenze sull’incremento delle onde di calore e dei giorni con temperature estreme.
Le aree menzionate (Pianura Padana e Sud/Isole) sono identificate come vulnerabili in base alla umidità e la scarsa ventilazione (con un alto potenziale di stress termico combinato, o “umido-caldo”), come evidenziato nei rapporti che analizzano la microclimatologia delle aree urbane e industriali.
Sud e Isole: sono le aree dove l’aumento della temperatura media assoluta e la durata delle onde di calore (anche notturne) sono previsti come più intensi nei prossimi decenni.
Il WBGT è l’acronimo di Wet Bulb Globe Temperature (Temperatura del Globo a Bulbo Umido).
È un indice di stress termico ampiamente utilizzato a livello internazionale (regolamentato dalla norma UNI EN ISO 7243) per valutare l’effetto combinato della temperatura, dell’umidità, del calore radiante e della velocità dell’aria sull’organismo umano, specialmente negli ambienti di lavoro caldi.
In sintesi, il WBGT non misura solo la temperatura dell’aria, ma fornisce un’indicazione del carico termico ambientale effettivo a cui è esposta una persona.



