(Ti Lancio dal Veneto) Padova 1 aprile 2025 – La riflessione sul divario fra ricerca scientifica, mercato e industria è lampante. L’appello dell’INFN è eclatante di una distanza, tutta italiana, fra ricerca e industria.
Mancano la cultura della ricerca applicata, mancano i denari che invece, e per esempio negli Stati Uniti, esistono. Il persistente divario tra la conoscenza prodotta dalla ricerca e la sua commercializzazione rimane un tema centrale nel dibattito sulle politiche per l’innovazione in Europa e in Italia. Vengono analizzate le cause di questo “death valley” e si cercano soluzioni per colmarlo. Continua la discussione sull’importanza di sostenere la ricerca di base come motore per l’innovazione a lungo termine, anche se i risultati non sono immediatamente applicabili al mercato. Si cerca un equilibrio tra il finanziamento della ricerca fondamentale e della ricerca applicata. Viene evidenziata la necessità di investire nel capitale umano, sostenendo la carriera dei ricercatori, promuovendo il ricambio generazionale e creando un sistema della ricerca più permeabile e attrattivo per i giovani talenti. Si presta sempre maggiore attenzione alla valutazione dell’impatto delle politiche per la ricerca e l’innovazione, cercando di misurare non solo l’output scientifico (pubblicazioni, brevetti) ma anche l’effettivo trasferimento tecnologico e l’impatto socio-economico.
Le politiche per la ricerca industriale stanno sempre più integrando i concetti di Industry 5.0, con un’attenzione alla collaborazione uomo-macchina, alla sostenibilità e alla resilienza, influenzando le priorità di finanziamento e le aree di ricerca considerate strategiche.
Si promuove sempre più l’adozione di modelli di “open innovation” che favoriscano la collaborazione tra il mondo della ricerca e le imprese fin dalle fasi embrionali dello sviluppo tecnologico, con un passaggio da un approccio “technology push” a uno “market pull”.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)



