(Ti Lancio dall’Emilia Romagna) Parma 8 settembre 2025 – Le professioni del verde stanno diventando strategiche per la sostenibilità urbana, la salute pubblica e la qualità della vita. A Greenitaly 2025 (Parma, 15-17 ottobre) il tema sarà al centro del dibattito, con Green4job, uno spazio dedicato a competenze, formazione e nuovi profili professionali, favorendo il matching tra imprese e studenti formati nei percorsi green.Nonostante l’importanza del verde urbano, secondo ISPRA 2024 solo 9 capoluoghi su 116 hanno un Piano del Verde, e meno della metà un Regolamento aggiornato. Gli interventi restano spesso episodici e mancano figure tecniche specializzate per progettare, gestire e valorizzare spazi verdi come infrastrutture ecologiche.
La carenza di competenze apre spazio a nuove figure professionali: giardinieri esperti, progettisti di green roofs, arboricoltori, agronomi urbani, tecnici del paesaggio con competenze digitali, e profili ibridi come Garden Coach, Green & Garden Manager e Urban Farming Specialist, fondamentali per la transizione ecologica delle città. Un cambiamento che riflette anche una tendenza socio culturale già in atto. Sui social, l’hashtag #PlantTok conta oggi oltre 740.000 contenuti pubblicati, a conferma dell’interesse crescente per il mondo delle piante tra le nuove generazioni. Si moltiplicano community come #plantparent, #plantmom, #plantdad, che raccontano un rapporto affettivo con il verde, simbolo di una nuova sensibilità ambientale.Insieme a questo trend, si muove il fronte della formazione. Oggi in Italia si stanno attivando gli ITS (istituti tecnici superiori), si moltiplicano i master post-laurea sulla progettazione ecologica e si sperimentano moduli europei sulle infrastrutture verdi urbane. Negli ultimi anni, grazie a fondi europei, alcune regioni hanno avviato corsi per giardinieri d’arte, figure intermedie tra il tecnico del verde e il conservatore, capaci di leggere un paesaggio storico e intervenire con rispetto e competenza. Accanto a questi percorsi, si stanno sviluppando anche iniziative private come quelle promosse da Italian Design Institute, che ha dedicato un’intera area alla formazione green. A livello europeo, progetti finanziati da Erasmus+, Horizon ed EIT Urban Mobility stanno già formando giovani in gestione del verde urbano, tetti verdi, drenaggio sostenibile e rinaturalizzazione urbana. A livello europeo, progetti finanziati da Erasmus+, Horizone EIT Urban Mobility stanno già formando giovani in gestione del verde urbano, tetti verdi, drenaggio sostenibile, rinaturalizzazione urbana.
Un fronte su cui anche l’Italia può crescere. “All’estero c’è più attenzione per la cultura della pianta come elemento strutturale del paesaggio. È una lezione da cui possiamo imparare molto, anche nel rapporto tra pubblico e privato”, spiega Davide Romiti, alla guida dell’azienda centenaria Romiti Vivai, una delle aziende presenti a Greenitaly. La realtà toscana (oggi alla sua quarta generazione), che negli anni ha collaborato con amministrazioni e paesaggisti in diversi Paesi europei – dalla Francia alla Germania, dai Paesi Bassi all’Uzbekistan, dove per una delle moschee più grandi della regione è stato creato un giardino chiamato ad adattarsi a temperature che oscillano tra i -25 gradi invernali e i 50 estivi. Un’azienda che ha maturato un’esperienza solida nel trattamento del verde come infrastruttura al servizio del paesaggio e delle città.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)



