(Ti Lancio dall’Italia e dalla Svizzera) 1 dicembre 2025 – La guerra tra Israele e Hamas ha esteso il suo campo d’azione oltre i confini terrestri e digitali, arrivando fino all’orbita. Un nuovo e allarmante rapporto del Centro per gli Studi sulla Sicurezza (CSS) del Politecnico di Zurigo (ETH Zürich) ha messo in luce una significativa escalation del cyberterrorismo nello spazio , rivelando come i sistemi satellitari siano stati un bersaglio chiave durante il conflitto.
Tra gennaio 2023 e luglio 2025, il rapporto ha identificato ben 237 operazioni cyber dirette contro il settore spaziale nel contesto della crisi israelo-palestinese. Un dato che conferma come la “guerra ibrida” abbia ormai inglobato la dimensione spaziale come dominio cruciale della sicurezza.
Le operazioni non hanno avuto come obiettivo diretto i satelliti in orbita, ma si sono concentrate sui segmenti di controllo e utente, ovvero le stazioni terrestri, i sistemi di comunicazione e le infrastrutture critiche che gestiscono le attività spaziali.
In totale, sono state prese di mira 77 diverse entità spaziali. Tra gli obiettivi principali figurano organizzazioni israeliane come: l’ Agenzia Spaziale Israeliana (ISA). Aziende di tecnologia militare e difesa come Rafael ed Elbit Systems.
Sono state colpite anche istituzioni internazionali, inclusa la NASA negli Stati Uniti, evidenziando la natura globale di queste campagne digitali.
Secondo gli analisti, la maggior parte di questi attacchi è stata condotta da gruppi hacktivisti filo-palestinesi, spesso indipendenti dai governi. La tecnica più diffusa è stata il Distributed Denial of Service (DDoS), volta a sovraccaricare i sistemi informatici per renderli inaccessibili e interrompere i servizi essenziali.
L’attività ha registrato un picco drammatico nel giugno 2025, in coincidenza con l’escalation delle tensioni dirette tra Israele e Iran. In quel solo mese, sono state registrate 72 operazioni (quasi un terzo del totale) dirette contro infrastrutture spaziali, spesso grazie alla convergenza tattica tra gruppi hacktivisti pro-palestinesi e pro-iraniani.
Il rapporto conclude che gli attacchi informatici al settore spaziale sono ormai parte di un “trend generale durante i conflitti armati”, una dinamica già osservata durante l’invasione russa dell’Ucraina, dove i sistemi di comunicazione satellitare sono stati oggetto di intensa attività ostili.
La nuova ricerca sottolinea l’urgente necessità per i Paesi e le aziende del settore di rafforzare le proprie difese informatiche contro le minacce che non provengono più solo da sofisticati attori statali, ma anche da gruppi non statali agguerriti e in rapida evoluzione.



