(Ti Lancio dal Friuli Venezia Giulia) Basiliano (UD) 17 dicembre 2025 – L’intelligenza artificiale ha dominato l’ultimo decennio, passando dai motori di ricerca ai modelli generativi (LLMs). Tuttavia, per Massimo Agostini, CEO della società di ingegneria e innovazione Idea Prototipi, l’AI si trova oggi a un punto di svolta: il suo prossimo grande salto evolutivo non avverrà nel cloud, ma sul piano fisico, attraverso la robotica e i cobot (robot collaborativi). “I cobot sono gli ‘occhi e le mani’ che consentiranno all’AI di progredire dallo stato attuale di ‘intelligenza teorica oltre che permettere all’uomo di non svolgere più lavori usuranti’ a quello di ‘intelligenza pratica e fisica’,” sottolinea Agostini. “Stanno costruendo la base di dati dell’esperienza reale.”
La fusione di AI avanzata e robotica promette un salto di livello nella capacità dei sistemi autonomi.
“Quando l’AI imparerà attraverso i robot come il mondo funziona e non solo come il mondo appare nei dati, potremo finalmente vedere robot veramente capaci di autonomia e adattamento, in grado di risolvere problemi inediti in tempo reale, al di fuori degli ambienti di laboratorio,” conclude Agostini.
Per Idea Prototipi e per il settore tecnologico in generale, il messaggio è chiaro: la prossima grande svolta dell’Intelligenza Artificiale non sarà un nuovo algoritmo di machine learning, ma il corpo che quell’algoritmo abiterà. L’era dell’AI “teorica” sta finendo; è tempo di accogliere l’era dell’AI incarnata.
“Abbiamo raggiunto un livello eccezionale di intelligenza linguistica e teorica”, afferma Agostini. “Ma l’AI soffre ancora di una profonda carenza: la conoscenza incarnata .”
Agostini sostiene che i modelli attuali, pur essendo vastissimi depositi di dati testuali e visivi, mancano della comprensione fondamentale che deriva dall’ interazione diretta con il mondo fisico.
“Un’AI può leggere miliardi di pagine su come si impasta il pane o si ripara un motore,” spiega l’esperto. “Ma senza mani per sentire la consistenza dell’impasto o occhi per vedere come un bullone si allenta nella realtà, la sua conoscenza resta superficiale e fragile.”
È qui che entrano in gioco i cobot e i robot di nuova generazione.
Secondo il CEO di Idea Prototipi, i robot e i cobot (progettati per lavorare a stretto contatto con gli umani) non sono solo strumenti di automazione, ma i sensori di apprendimento essenziali per l’AI. L’uso di robot in ambienti industriali, chirurgici o di assistenza permette all’intelligenza artificiale di accedere a una nuova tipologia di dati: le esperienze immersive a contatto con la realtà. I sensori tattili avanzati permettono all’AI di “sentire” la pressione necessaria per afferrare un oggetto fragile senza romperlo o la resistenza di un materiale durante la lavorazione. Questo genera un feedback aptico cruciale che i dati digitali da soli non possono fornire.
Le telecamere dei cobot, uniscono alla loro capacità di muoversi in uno spazio tridimensionale e dinamico (a fianco degli umani), forniscono una comprensione spaziale superiore, fondamentale per compiti complessi come l’assemblaggio di precisione o la navigazione in ambienti non strutturati.



