(Ti Lancio dall’Italia) 15 settembre 2025 –
Mentre il mondo va alla velocità della luce su investimenti in Ai, super calcolo, computer quantistici, con scoperte quasi mensili per il loro sviluppo. In Italia. Il percorso parlamentare della proposta di legge sui data center, considerata strategica per la digitalizzazione e la sovranità tecnologica dell’Italia, incontra un ostacolo significativo. La proposta, che mira a creare un quadro normativo unico e semplificato per la costruzione e la gestione dei centri di elaborazione dati, è stata rinviata alla Commissione Trasporti e Tlc della Camera per affrontare il cruciale “nodo delle coperture” finanziarie.
Il provvedimento, frutto di un lavoro bipartisan, era già arrivato in Aula, ma è stato rispedito in Commissione a seguito di un parere critico da parte della Ragioneria Generale dello Stato. Il motivo del rinvio è chiaro: la Ragioneria ha sollevato dubbi sulla fattibilità economica della legge, sottolineando la mancanza di fondi adeguati per coprire gli oneri previsti.
Le criticità evidenziate riguardano in particolare gli incentivi e le misure di sostegno che la legge intende introdurre per attrarre investimenti nel settore. Senza una chiara indicazione delle fonti di finanziamento, l’iter legislativo si è bloccato. Il relatore della proposta ha tuttavia assicurato che il provvedimento tornerà all’esame dell’Assemblea entro breve tempo.
Nonostante la battuta d’arresto, il rinvio in Commissione viene visto come un passaggio tecnico necessario per trovare una soluzione che consenta alla legge di proseguire il suo cammino. La proposta rappresenta un’opportunità di enorme importanza per l’Italia, poiché mira a: semplificare le procedure autorizzative, accelerando la realizzazione di nuove infrastrutture. Definire i data center come infrastrutture di interesse pubblico, dando loro una chiara collocazione normativa. Attrarre investimenti nel Paese, rendendolo un hub strategico nel Mediterraneo. Promuovere la sostenibilità, favorendo l’uso di energie rinnovabili e la riqualificazione di aree industriali dismesse. La sfida ora è trovare le risorse necessarie per sbloccare l’impasse. La possibilità di inserire la disciplina dei data center in un decreto legge è una delle ipotesi sul tavolo, ma il dibattito rimane aperto. L’obiettivo è salvaguardare una proposta che, come riconosciuto da più parti, è fondamentale per la competitività digitale del Paese e per il futuro dell’economia.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)



