(Ti Lancio da Milano) 2 luglio 2025 – Le imprese europee devono potenziare rapidamente le capability legate all’Intelligenza Artificiale per colmare il crescente divario di produttività e rimanere competitive nello scenario mondiale. Secondo un nuovo studio Accenture, in media, un lavoratore europeo produce oggi solo il 76% rispetto a un collega statunitense – un calo significativo rispetto alla parità registrata trent’anni fa – e individua il persistente sotto investimento nella tecnologia come una delle principali cause.
Nonostante il recente rapporto Draghi sulla competitività europea abbia individuato nell’IA una potenziale soluzione ai problemi di produttività, lo studio Accenture evidenzia come le imprese europee non stiano ancora sfruttando appieno l’opportunità dell’intelligenza artificiale. Attualmente, – rileva lo stdio – oltre la metà (il 56%) delle 800 grandi aziende europee intervistate non ha ancora scalato un investimento rilevante in IA. Eppure, se tutte le grandi aziende europee con ricavi superiori a 1 miliardo di euro migliorassero le proprie capacità in ambito IA fino a eguagliare quelle dei settori più avanzati, Accenture stima che potrebbero generare fino a 200 miliardi di euro in più di ricavi annuali.
“In un periodo di crescenti incertezze geopolitiche, – ha dichiarato Mauro Macchi, ceo Accenture EMEA – trovare una soluzione al divario di produttività in Europa non è mai stato così cruciale. L’intelligenza artificiale rappresenta un’opportunità unica per reinventare l’economia europea e rafforzarne la competitività. Le aziende stanno facendo progressi, ma devono puntare su cloud, modernizzazione delle architetture dati e formazione delle competenze per scalare più rapidamente. Una strategia industriale coordinata, con infrastrutture condivise e investimenti comuni, è fondamentale per evitare dispersione e rendere accessibili a tutte le imprese europee capacità computazionali, ricerca e sviluppo e formazione. L’Europa ha tutto ciò che serve per cogliere la rivoluzione dell’IA. È il momento di agire”.
Lo studio rileva che le grandi imprese europee stanno adottando l’IA più rapidamente rispetto a quelle più piccole, il che potrebbe aggravare il divario di produttività. Quasi la metà (il 48%) delle aziende più grandi ha implementato almeno una iniziativa trasformativa con IA generativa, contro meno di un terzo (31%) delle imprese più piccole. Dato che in Europa la concentrazione di PMI è superiore a quella statunitense, questa fascia rappresenta una grande opportunità.
L’adozione dell’IA varia anche tra i settori: l’automotive, l’aerospace e la difesa sono quelli più avanti, mentre telecomunicazioni e utilities sono in ritardo. Poiché questi ultimi rappresentano infrastrutture critiche, la loro bassa maturità in IA rappresenta un rischio per la competitività e la sovranità regionale.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Resia)



