(Ti Lancio dal Messico) Città del Messico 24 settembre 2025 – Il Messico sta affrontando la sua peggiore siccità degli ultimi anni. Grandi metropoli come Città del Messico e intere regioni come lo stato di Querétaro sono in grave emergenza idrica, con le riserve che raggiungono livelli storicamente bassi. In questo contesto già critico, sta emergendo un conflitto silenzioso ma crescente, alimentato dalla crescente “sete” delle infrastrutture tecnologiche. Mentre i giganti del web come Google, Microsoft e Amazon costruiscono data center per soddisfare la domanda di cloud e intelligenza artificiale, le comunità locali si chiedono se il costo ambientale di questa corsa all’innovazione non sia troppo alto.
Il consumo idrico dei data center è un problema spesso sottovalutato. Queste strutture, infatti, hanno bisogno di enormi quantità di acqua per raffreddare i server, che producono un calore intenso 24 ore su 24. I sistemi di raffreddamento più efficienti, come le torri di raffreddamento ad acqua, sono anche quelli che ne consumano di più. I numeri sono impressionanti: un singolo data center da 1 megawatt può consumare fino a 25 milioni di litri di acqua all’anno, una cifra che può quasi raddoppiare per strutture più grandi. Nello stato di Querétaro, dove si stanno concentrando molti di questi investimenti, i nuovi data center potrebbero arrivare a consumare fino al 13% del fabbisogno idrico dell’area metropolitana, mettendo le necessità delle industrie in diretta competizione con quelle dei cittadini.
Questa tensione ha già innescato proteste e disuguaglianze. I residenti di località come Colón denunciano che l’acqua, una risorsa vitale, viene deviata per scopi industriali mentre le loro case rimangono a secco. La situazione è aggravata dalla mancanza di trasparenza: spesso, le compagnie tecnologiche e le autorità locali sono restie a divulgare dati precisi sul consumo idrico, rendendo difficile valutare l’impatto reale. Sebbene alcune aziende abbiano promesso di adottare sistemi di raffreddamento più efficienti o di riutilizzare l’acqua, il problema di fondo rimane, ovvero la necessità di bilanciare lo sviluppo economico con la sostenibilità ambientale.
L’episodio in Messico è un chiaro campanello d’allarme globale. L’esplosione dell’intelligenza artificiale e del cloud computing renderà i data center sempre più “assetati”. La via da seguire richiede un approccio su più fronti: l’industria deve investire in tecnologie che riducano drasticamente il consumo idrico, mentre i governi devono stabilire regolamenti chiari che diano priorità ai bisogni primari della popolazione. La gestione dell’acqua, da risorsa abbondante, sta diventando un fattore limitante per l’intera filiera tecnologica. L’efficienza non è più solo una questione di costo o prestazioni, ma una necessità per garantire un futuro sostenibile per tutti.
(Dispaccio di Ti Lancio della redazione di Trieste)



