(Ti Lancio dalla Campania) Napoli, 5 ottobre 2025 – Nino Apreda, presidente dell’Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti (UCID) di Napoli, interviene con fermezza sulla drammatica crisi in atto a Gaza, richiamando alla responsabilità etica e alla solidarietà concreta, in linea con gli insegnamenti della Chiesa.
“Come libero cittadino e come dirigente ispirato alla Dottrina Sociale, sento il dovere morale di non restare spettatore. Papa Francesco ci ricorda che non possiamo ‘stare a guardare’ davanti alla inaccettabile sofferenza di uomini, donne e bambini a Gaza,” dichiara il presidente Apreda. “Questa situazione interpella la coscienza di ciascuno e ci spinge a un impegno di fraternità e di sostegno concreto.”
Apreda sottolinea come la sincera volontà di pace debba tradursi in azioni costruttive, distanziandosi da iniziative che rischiano di essere controproducenti.
“Proprio perché crediamo nella forza della solidarietà, riteniamo che non ogni forma di protesta sia adeguata a costruire la pace. Iniziative come la flottiglia o lo sciopero generale possono nascere da intenzioni sincere, ma spesso prestano il fianco a contrapposizioni sterili e a degenerazioni di piazza che nulla hanno a che vedere con la giustizia. Le manifestazioni, quando sfociano in violenza – aggredendo le forze dell’ordine o imbrattando monumenti – non aiutano realmente chi soffre, ma diventano un terreno di scontro,” precisa Apreda.
Il dirigente UCID indica la strada da seguire, che coniuga coraggio e azione umanitaria: “Esiste, invece, una via silenziosa e forte, incarnata da figure come il Cardinale Pierbattista Pizzaballa: la capacità di portare aiuti concreti alle popolazioni colpite, senza cedere alle logiche della propaganda politica, e allo stesso tempo di denunciare con coraggio lo strapotere del governo di Israele.”
Il presidente ribadisce un principio di coerenza e giustizia universale: “La stessa coerenza ci impone di chiedere con forza la liberazione degli ostaggi ancora trattenuti: la vita di ogni persona ha lo stesso valore e la fraternità non ammette distinzioni di parte.”
L’appello si conclude con un forte richiamo: “Questa è la via che deve ispirarci: la fraternità autentica non si manifesta con gesti che dividono, ma con azioni di giustizia, dialogo e solidarietà concreta. Solo così il nostro impegno, come cittadini e come comunità internazionale, può diventare credibile e realmente orientato alla pace e alla tutela della dignità umana.”



